Valutazione epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio

Valutazione epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio

Presso la sede dell’Ordine dei Medici-chirurghi e degli Odontoiatri di Viterbo, è stato presentato lo studioValutazione epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio, realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale della Regione Lazio.
L’indagine, completata nell’aprile scorso, valuta gli effetti sulla salute delle popolazioni residenti nei 91 comuni del Lazio sottoposti negli ultimi 10 anni a regime di deroga per i livelli di arsenico – sostanza tossica e cancerogena – nelle acque destinate a consumo umano.

L’area coperta dallo studio dell’SSR comprende l’intera provincia di Viterbo (60 comuni), 22 comuni della provincia di Roma e 9 comuni della provincia di Latina. Per queste popolazioni è stata analizzata la mortalità dovuta a cause riconducibili all’assunzione di arsenico (tumore del polmone, della vescica, del rene, della prostata, e del fegato; ipertensione arteriosa, malattie ischemiche del cuore, infarto miocardico acuto, ictus, ecc.) nel periodo dal 1990 al 2009. I risultati, in sintesi, sono stati i seguenti:

Provincia di Viterbo. Nei comuni con livelli di esposizione più elevata (arsenico oltre i 20 microgrammi/litro) si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause e complessivamente per tutte le cause tumorali. Tra le cause tumorali risultano in eccesso i tumori del polmone e, negli uomini, il tumore della vescica. Si osserva inoltre per le cause non tumorali un eccesso di mortalità per ipertensione arteriosa, per malattie ischemiche del cuore, per BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e per diabete. Infine negli uomini si osserva un eccesso di incidenza di interventi di bypass aortocoronarico. Nei comuni con esposizione all’arsenico più contenuta (valori compresi tra 10 e 20 microgrammi/litro) non si osservano eccessi per le cause di decesso analizzate, né per incidenza e prevalenza di patologie.

Provincia di Latina. Nei comuni esposti la mortalità per tutte le cause risulta pari all’atteso, mentre si osserva un eccesso significativo della mortalità per tutti i tumori (+12%). Per quanto riguarda le singole cause tumorali si osserva un eccesso per il tumore del polmone e, negli uomini, per il tumore della vescica. Per le cause non tumorali si osserva un eccesso della mortalità per ipertensione arteriosa e, nelle donne, per malattie ischemiche. I dati di incidenza e di prevalenza mostrano un eccesso di BPCO nelle donne ed un eccesso di interventi di Bypass sia negli uomini che nelle donne.

Provincia di Roma. La mortalità per tutte le cause e per cause cardiovascolari risulta pari o inferiore all’atteso. Tra le cause tumorali non si osservano eccessi significativi per il tumore del polmone e della vescica. Anche tra le cause non tumorali non si osservano eccessi significativi. Si rileva un eccesso di incidenza di infarto miocardico acuto, mentre non si osservano aumenti di interventi di bypass aortocoronarico.

31 dicembre 2012: termine ultimo per la potabilizzazione dell’acqua
Sebbene la direttiva 98/83/CE abbia fissato quale livello massimo tollerabile di arsenico nelle acque potabili il valore di 10 microgrammi/litro, sono molti i comuni del Lazio – ma anche di altre regioni italiane – ancora non in regola, con tenori di arsenico che in alcuni casi arrivano ad eccedere anche di cinque volte il limite imposto dalla norma europea.

In deroga al disposto della direttiva, la Commissione europea ha concesso all’Italia un periodo di tolleranza, in cui sono ammessi nell’acqua potabile valori di arsenico fino a 20 microgrammi/litro, purché però si adottino misure specifiche per la tutela della salute di neonati e bambini fino a tre anni e – nel contempo – si provveda ad attuare provvedimenti atti a garantire il rientro nel limite dei 10 microgrammi/litro.

La deroga concessa, però, è ormai vicina alla scadenza, prevista per il 31 dicembre 2012, e dal 1° gennaio 2013 in tutti i comuni italiani si potrà erogare soltanto acqua potabile con tenore di arsenico contenuto entro i 10 microgrammi/litro.