Goletta Verde di Legambiente arriva a Terracina contro inquinamento

Goletta Verde di Legambiente arriva a Terracina contro inquinamento

Fino alle legge sugli ecoreati, il collegato ambientale e l’approvazione della norma sulle agenzie ambientali.

Tutto accaduto negli ultimi trent’anni, nel corso dei quali è stato scritto un grande pezzo di storia in difesa della natura e del paesaggio nel nostro Paese.

Da lunedì 27 a mercoledì 29 giugno Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente che da ben ventotto anni naviga a difesa delle coste e del mare italiano, farà tappa a Terracina, ribadendo l’impegno di Legambiente Lazio e del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” a difesa delle spiagge, delle coste, delle acque fluviali e del mare di Terracina, per una sempre maggiore valorizzazione turistica in nell’ottica della sostenibilità ambientale.

Inquinato il giudizio per quello di Deiva Marina (alla foce del Rio Castagnola in località Fornaci), con le Cinque Terre che ricevono il giudizio di “fortemente inquinato” per i campionamenti alla foce del canale di fronte piazza Garibaldi a Monterosso al Mare e presso lo scarico sotto al belvedere a Manarola di Riomaggiore. Nel frattempo, è attivo anche il servizio “SOS Goletta Verde” dove chiunque, attraverso una piattaforma dedicata sul sito diLegambiente, può aiutare lo staff a scovare l’inquinamento nel mare e nei laghi, segnalando chiazze sospette, tubi che scaricano in acqua.

Secondo Rossella Muroni, presidente di Legambiente, “ogni tanto e’ utile voltarsi indietro, guardare a questa storia, misurare quanta strada e’ stata fatta per ricordare le battaglie vinte e affrontare con determinazione le tante sfide ancora da giocare”.

I dati del dossier Mare Monstrum di Legambiente dimostrano quanto sia critica la situazione del “mare illegale” anche in Toscana.

“Trent’anni fa il nostro Paese poteva contare su appena due piccole riserve marine, quella attorno all’isoletta di Ustica e la riserva di Miramare, nel golfo di Trieste – dichiara Giampiero Sammuri, presidente Federparchi -“.

Perché “nel mare italiano ci sono 134 piattaforme per l’estrazione di gas e petrolio”, per questoLegambiente chiede al Governo “di impegnarsi contro il rischio di sversamenti nel Mediterraneo, avviando una verifica a livello nazionale sulle effettive condizioni degli impianti petroliferi presenti lungo la Penisola e sui relativi piani di intervento antinquinamento”.

L’esperienza della tutela del mare, in Italia, ha origine nel 1982 con la legge n. 979 per la “difesa del mare”, che introduce il concetto di inquinamento marino, oltre a procedure e organi per la salvaguardia di mari e coste. Negli anni successivi, le politiche di tutela del mare in Italia hanno avuto un impulso crescente, a partire dall’istituzione di aree marine protette (AMP), che si è affermata come la strategia più funzionale, nel breve e medio periodo, per la protezione degli ecosistemi costieri e marini. “Si tratta di un lavoro che si traduce in strategiche azioni di tutela e conservazione della biodiversità, ma anche in attività di promozione del territorio e di sperimentazione e messa a punto di buone pratiche in materia di turismo sostenibile che sono diventate modello di riferimento per il resto del Paese”.

Fonte: stadio24.com