E’ certo: l’arsenico è causa di tumori

E’ certo: l’arsenico è causa di tumori

Dopo la presentazione del registro, intervento di Raimondo Chiricozzi (Aics Ambiente).

Presentato a cura dell’Associazione italiana registro tumori (Airtum), Regione Lazio, Asl Viterbo – Sistema Sanitario Regionale, il 1° Rapporto del Registro dei Tumori istituito nella provincia di Viterbo. Alla riunione aperta a tutti i cittadini, hanno partecipato medici ospedalieri e funzionari della Asl, compresa la direttrice generale, pochi cittadini, qualche rappresentante di associazioni ambientaliste, il sindaco di Nepi. Assenti ingiustificati gli altri sindaci, i rappresentanti delle istituzioni, i medici di medicina generale. Deplorevole la presenza così scarsa delle istituzioni ad una riunione importantissima per la conoscenza della situazione sanitaria della provincia: ci auguriamo vengano interessate prontamente.

La dottoressa Paola Michelozzi, direttore UOC Epidemiologica Ambientale e coordinatore del registro tumori regionale, ha rassicurato quando ha affermato che intende incontrare i sindaci di tutti i Comuni in riunioni aperte alla popolazione per discutere le iniziative da prendere a tutela della salute. Questo fa ben sperare su una presa di coscienza della situazione in modo che vengano messi in atto iniziative finalizzate alla eliminazione delle cause di quei particolari tumori che è stato detto, sono superiori alla media italiana e che hanno provocato nella provincia ben 5000 morti per cancro dal 2006 al 2010.

Fra le cause principali dei tumori il tabacco, il radon e l’arsenico. Tante le iniziative in Italia rispetto il tabacco, pochissime verso la riduzione del radon che nel Viterbese è molto presente e largamente insufficienti quelle per l’arsenico.

Rispetto al radon, Aics Ambiente e altre associazioni da tempo cercano di sensibilizzare le istituzioni locali, regionali, nazionali e l’Unione europea, per la sua riduzione almeno dove è possibile e cioè ambienti comuni, scuole, uffici pubblici e abitazioni.

Va altresì rimesso al centro dell’attenzione, dato che è ormai riconosciuto come causa certa del cancro, il problema dell’arsenico. Basta col nascondere le cose spiacevoli, pensando forse di lasciarle agli amministratori successivi. Occorre darsi da fare perché venga completamente eliminato dagli alimenti, a cominciare dall’acqua, poiché anche in piccole dosi è dannoso alla salute.

L’Italia ha recepito la direttiva dell‘Unione europea del ‘98, con la legge 31/2001, fissando il limite massimo di arsenico nell’acqua potabile a 10 µ. Da allora le deroghe concesse hanno permesso la distribuzione di acqua con arsenico superiore ai 10 microgrammi fino al 31 dicembre 2012. Dopo il 31 dicembre 2012 le deroghe sono divenute autoderoghe e come noto ci sono ancora Comuni che non riescono a distribuire acqua con valori di arsenico inferiori ai 10 microgrammi. Altri comuni sono costretti ad emettere ordinanze di non potabilità, dopo breve tempo da quelle di potabilità. Va quindi affrontato il problema, in maniera diversa dalla scelta disastrosa e enormemente costosa dei dearsenificatori, effettuata dall’allora commissario Renata Polverini, presidente della Regione Lazio. Le alternative ci sono e sono state presentate da tempo. Perché allora non viene ancora decisa la realizzazione di una conduttura che porti nel Viterbese acqua potabile dal Peschiera?

Il malcontento nella popolazione è grande per il mancato rispetto di un diritto inalienabile quale quello all’acqua potabile ed è aggravato dalla non soluzione dei problemi e dalla scarsa sensibilità, che alcuni enti gestorii dimostrano anche e soprattutto verso i nuovi poveri che spesso soffrono, dignitosamente, in silenzio. Molti i comportamenti vessatori, oltre agli aumenti esagerati delle bollette, per un’acqua distribuita dalla qualità discutibile.

Possono infatti i cittadini ritenere di buona qualità l’acqua distribuita e fidarsi pienamente delle ordinanze di potabilità che si alternano in continuazione a quelle di non potabilità? Il funzionamento alterno dei dearsenificatori; i giorni che intercorrono tra il prelievo e le analisi e la lettera Asl e l’ordinanza del sindaco. Infine, un ulteriore motivo che a noi sembra non attentamente valutato:  è qualitativamente idonea l’acqua distribuita durante la pulizia dei filtri?

Finalmente un passo importante: il registro dei tumori in Provincia di Viterbo. Questo sebbene esamini il periodo 2006-2010, mette a nudo la realtà sulla salubrità del territorio. A coloro che hanno lavorato alla realizzazione del registro dei tumori, a tutti coloro che dedicano la vita a favore della gente cercando di tutelare la nostra salute, va il nostro ringraziamento. Occorre però che le istituzioni diano seguito alle indicazioni contenute nel registro dei tumori. Spetta ai rappresentanti delle istituzioni non sottovalutare i dati e gli studi che classificano gli elementi indicati come certi tumorali. Vanno quindi prese iniziative per la vera prevenzione, riducendo la negatività degli inquinanti di base, tutelando pienamente l’ambiente che ci circonda. Ciò significa non immettere inquinanti nell’aria, nell’acqua, nella superficie.

 

Fonte: viterbopost.it